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| Gran Tour della Libia: Cirenaica, Tripolitania e Ghadames | |
| 9 giorni - partenza ogni martedì da Roma (minimo 6 persone) | |
| Trattamento di pensione completa, escluse le cene del 4º e 5º giorno. [codice GT] | |
| 1º giorno - da Roma a Bengasi | ![]() |
Arrivo in aereo nel tardo pomeriggio a Bengasi. Trasferimento in città e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. |
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| 2º giorno - Bengasi, Tolemaide, Apollonia | |
Si parte per Tolemaide, una delle città che costituivano l'antica pentapoli cirenaica. Visita del piccolo museo che conserva mosaici e statue di epoca ellenistica e romana. Il sito, sebbene di notevole estensione, è solo parzialmente scavato. La visita avrà come oggetto il ginnasio ellenistico, poi foro romano, e lo straordinario complesso di cisterne sotterranee. Si prosegue verso l'odeon ed il palazzo delle colonne. Dopo Tolemaide la strada sale sulla sommità del gebel Lakhdar (la montagna verde) che costituisce l'ossatura della Cirenaica. Arrivo ad Apollonia - l'odierna Susa - che conserva importanti resti sia di epoca greca e romana (cinta muraria ellenistica, acropoli, teatro greco rifatto dall'imperatore Domiziano, terme), sia bizantina (alcune chiese e un palazzo). Costruita in un ambiente suggestivo con le colline alle spalle e il mare di fronte, Apollonia fu un porto utilizzato dai Greci sin dall'inizio della colonizzazione. Cena e pernottamento in hotel. |
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| 3º giorno - Cirene, Bengasi | |
Le origini di Cirene risalgono a un lontano passato: secondo Erodoto fu fondata da coloni di Thera (Santorini) nel VII secolo a.C. che, su consiglio dell'oracolo di Delfi, partirono alla ricerca di nuove terre per sfuggire ad una terribile siccità. La città legò il suo nome alla ninfa Cirene presente qui, secondo la tradizione, in una fonte sacra che fu inglobata nel grande santuario di Apollo. Nel IV secolo la sua importanza nel Mediterraneo era tale da essere considerata alla pari di Atene e di Roma. La città molto estesa è disposta su più terrazze con edifici greci e romani. Nella zona dell'agorà si affacciano molti edifici pubblici, civili e religiosi. Su una collina boscosa le grandiose rovine del tempio di Zeus, il più grande d'Africa in stile dorico, con il colonnato quasi interamente in piedi. Nella parte più bassa della città si colloca l'imponente santuario di Apollo, con la fonte sacra e il tempio più antico di Cirene (VII secolo a.C.). Fuori le cinta si sviluppano le necropoli: i Cirenei onoravano i loro morti edificando diversi tipi di tombe: ipogei scavati nei fianchi delle colline calcaree, cappelle funerarie costruite a imitazione di tempietti, sarcofagi di pietra. Lungo il percorso in direzione di Bengasi, vicino al villaggio di Qsar Libya si trova una straordinaria e solitaria basilica bizantina il cui pavimento era fregiato con 50 pannelli musivi formanti un affresco di grande bellezza. I mosaici, datati del VI secolo d.C. e ora conservati in un museo, mostrano immagini di animali, scenari nilotici, rappresentazioni di città, tritoni, mostri mitologici e, infine, l'unica rappresentazione dell'imponente faro di Alessandria, una delle sette meraviglie dell'antichità. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. |
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| 4º giorno - Bengasi, Tripoli, Sabratha, Tripoli | |
Primo volo della mattina per Tripoli. All'arrivo visita del museo archeologico, dell'Arco di Marco Aurelio e della città vecchia. Proseguimento per Sabrata (70 km), insediamento commerciale fenicio che fece parte con Leptis Magna e Oea dell'impero di Cartagine. Divenne città romana nel 46 a.C. con la creazione della provincia d'Africa. Deve la sua fortuna al mare: un approdo precario durante le lunghe navigazioni mediterranee e punto terminale delle rotte terrestri, luogo di arrivo delle carovane provenienti dall'Africa nera che cercavano contatti con i mercanti navigatori ansiosi di mettere le mani sulle ricchezze provenienti da terre che nessuno aveva mai visto. Dal cardo si attraversano i quartieri residenziali, il foro, le basiliche, il tempio di Liber Pater, le terme a mare, per raggiungere il teatro, spettacolare nella sua grandiosità. Lo sfondo è il mare e la scena - su tre piani - si staglia sul cielo: 108 colonne di marmo e granito, capitelli di fatture diverse, due grandi delfini in marmo ai lati del palcoscenico, delicati bassorilievi nei semicerchi del pulpito. Nel pomeriggio rientro a Tripoli. Cena libera. Pernottamento in hotel. |
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| 5º giorno - Tripoli, Leptis Magna, Tripoli | |
A 125 km sulla costa mediterranea, a est di Tripoli, sorgeva Leptis Magna. In origine emporio fenicio, divenne poi insediamento punico legato a Cartagine e quindi ricca città romana, che conobbe diverse fasi di sviluppo fino a quando alla fine del II d.C. Settimio Severo volle la sua città natale grande e imponente: è uno dei luoghi archeologici più grandiosi dell'Africa romana. Nella visita si può seguire il progressivo ampliamento dell'insediamento urbano, dal foro vecchio al quartiere del teatro e del mercato, a quello delle terme di Adriano, fino all'imponente complesso severiano con la basilica giudiziaria e il nuovo foro sul quale svetta il tempio della famiglia imperiale: luoghi di una monumentalità marmorea spinta fino a eccessi barocchi. A sud-est, il grande anfiteatro collegato da imponenti viadotti all'ippodromo situato lungo il mare: un complesso che poteva contenere oltre ventimila persone. Ritorno a Tripoli. Pernottamento in hotel. Cena libera. |
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| 6º giorno - Tripoli, Ghadames | |
Pochi chilometri dopo Tripoli si attraversa la Gefarà, pianura costiera steppica dove pascolano greggi di capre e montoni. Una serie di tornanti da cui si gode di un ampio panorama sulla costa porta fino alla sommità del gebel. La cittadina di Nalut è abbarbicata in alto sul ciglio di uno sperone a strapiombo, dove si confonde con le rocce e con il colore del terreno lo ksar berbero, granaio collettivo fortificato, che all'esterno si presenta con mura compatte e con un'unica entrata che si apre angusta nel punto più difendibile. All'interno, sul cortile centrale, si affacciano delle piccole celle con volta a botte e porticine di accesso, l'una sovrapposta all'altra fino a formare sei piani, con una libertà costruttiva che non è disordine ma crescita organico-funzionale a partire da un unico modulo di base. Qui ciascuna famiglia riponeva i propri capitali agricoli in termini di semenze e raccolto: un luogo suggestivo. Lasciata Nalut si punta verso il deserto pietroso, l'hammada El Hamra (rossa) che digrada impercettibilmente verso sud-ovest, con rari ciuffi d'erba, solcato da una rete idrica fossile di uadi tutti convergenti verso la conca di Ghadames. Cena e pernottamento in hotel. |
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| 7º giorno - Ghadames | |
Giornata interamente consacrata alla scoperta di questa città oasi alle porte del deserto. Un tempo centro di grande importanza, manteneva relazioni commerciali con i mercanti delle coste mediterranee e le popolazioni delle ancora sconosciute terre dell'Africa nera. Dapprima si visita il vecchio forte turco (poi italiano), trasformato ora in museo etnografico con qualche vestigia dell'antica Cydamus romana prima, bizantina poi. La città vecchia berbera s'incunea profondamente con i suoi sette quartieri nell'oasi: è un susseguirsi di vie coperte che prendono luce a tratti, piazzette con i banchi per riposare e discutere alla frescura, vicoli ciechi che servono quartieri di abitazioni compatti. Un blocco urbanistico chiuso verso l'esterno, dove presenta alte mura, e articolato al suo interno da percorsi labirintici a terra per gli uomini e sulle terrazze per le donne. La luce e il calore del sole penetrano attraverso pozzi aperti in questi blocchi abitativi creando forti contrasti chiaroscurali ma soprattutto una penombra fresca e riposante che avvolge le stradine della città vecchia. Tutt'intorno l'oasi con le parcelle e gli orti irrigati con un ingegnoso sistema di ripartizione dell'acqua, dove tutto è calcolato secondo la necessità. Ghadames costituisce un approccio simpatico al mondo e alle genti del Sahara. Tramonto sulle dune. Cena e pernottamento in hotel. |
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| 8º giorno - Ghadames, Sabrata | |
Partenza di buon mattino. Si ripercorre il deserto pietroso attraversando i villaggi-palmeti di Derj e Sinawen fino alla spalto del gebel Nafusa, estremo contrafforte dell'Antiatlante che digrada verso est nelle sabbie della Sirte. Qui i berberi si rifugiarono per sfuggire alle invasioni arabe e vi si arroccarono, costruendo ksar che oggi sembrano veri nidi d'aquila, tra cui Kabaw e Ksar Al Hadji, che testimoniano la forte volontà di queste popolazioni di conservare la propria identità culturale di fronte all'invasore. Continuazione per Sabrata. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. |
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| 9º giorno - Sabrata, Tripoli, Roma | |
La mattina trasferimento in aeroporto. Volo per l'Italia. |
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Note
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Quanto costa
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La quota comprende:
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La quota non comprende:
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